Ca’ Rezzonico Lungo il Canal Grande, la via principale della città di Venezia, si rimane colpiti dall’imponente facciata barocca di uno splendido …
Ca’ Rezzonico: un palazzo, il Carnevale e il Settecento veneziano
Ca’ Rezzonico
Lungo il Canal Grande, la via principale della città di Venezia, si rimane colpiti dall’imponente facciata barocca di uno splendido palazzo veneziano del ‘700, Ca’ Rezzonico.
Baldassare Longhena progettò il palazzo nel ‘600 per conto del procuratore Filippo Bon. Fu poi Giorgio Massari a completarlo e a modificarne parzialmente l’interno per conto di una famiglia da poco iscritta nel patriziato veneziano, i Rezzonico.
La scala d’onore di Ca’ Rezzonico
Nella metà del ‘700 dunque la famiglia Bon vendette il palazzo ancora incompiuto ed ecco che Massari costruì la scala d’onore che vi accompagnerà al salone da ballo più frequentato nell’ultimo periodo della Repubblica. Qui, soffitto e pareti sono affrescati con la tecnica del “trompe l’oeil”. Originali dell’epoca sono i lampadari in vetro di Murano, il mobilio, le cornici, le porcellane, gli affreschi e i dipinti che decorano le sale.
Gli affreschi e i dipinti che adornano il palazzo
Rimarrete sorpresi dai curiosi personaggi del Mondo Novo e dai pulcinella della casa di campagna di Gian Domenico Tiepolo, dal Ridotto di Francesco Guardi e dagli scorci di vita quotidiana di Pietro Longhi.
I cieli di Giambattista Tiepolo, i ritratti e le miniature di Rosalba Carriera, le vedute di Canaletto ricordano i fasti di una Venezia che resterà per sempre nel nostro immaginario e ci introducono alla tradizione veneziana dell’epoca, quando la maschera e il Carnevale diventano un momento fondamentale della vita di tutti i giorni.
La Venezia del Settecento
Come ci immaginiamo Venezia nel Settecento? Se durante l’estate il patriziato trascorreva piacevoli giornate nelle Ville Venete, costruite lungo le rive del fiume Brenta o presso le colline dell’entroterra veneto, dall’autunno fino alla primavera il ritorno a Venezia era all’insegna della continua ricerca del divertimento e della distrazione.
La Venezia vista da Pietro Longhi
Nei quadri di Pietro Longhi ritroviamo i veneziani dell’epoca affascinati dall’arrivo di saltimbanchi o divertiti dai numerosi spettacoli teatrali offerti nei campi e campielli, persino in piazza San Marco. Anche il circo e l’esibizione di animali esotici, quali i rinoceronti, sono ricordati nelle opere del tempo. Mentre assaporano i tipici bussolà, i biscotti a forma di ciambella, o una tazza di caffè o cioccolata calda, o le frittelle, vero e proprio street food del Settecento, tutti i veneziani, nobili e non, sembrano diventare essi stessi un teatrino tutto veneziano, elegante, delizioso e vacuo allo stesso tempo.











