MOSKENES – PARCHEGGIO HAKKARVIKODDEN
giornalieri 27

totali 3.487

Primo giorno alle Lofoten il risveglio non è dei migliori, piove e ha piovuto tutta la notte ma dopo verso le 8.30 smette. Oggi cosa incredibile muoviamo le ruote del camper prima delle 9… è domenica mattina e in giro non c’è un cane.

Primo paesino che visitiamo è Sørvagen un bellissimo villaggio di pescatori pieno di casette rosse i famosi rorbu che vengono affittati ai turisti.

Il paesino forse per la mancanza di gente in giro dato che gli unici a far casino sono i gabbiani che urlano quando ci avviciniamo ai loro nidi con dentro i piccoli, ti dà proprio quel senso dì calma e di tranquillità che tutti raccontano e che impareremo a riconoscere anche negli altri posti che visiteremo.

Proseguiamo verso sud e arriviamo prima a Tind altro bellissimo paesino e poi a Å l’ultima lettera dell’alfabeto norvegiese e l’ultimo paese dell’arcipelago delle Lofoten.

Parcheggiamo davanti al museo dello stoccafisso che purtroppo non andiamo vistare e incominciamo a girovagare per il paesino che sembra fermo nel tempo con un peschereccino con a bordo una ragazza che vende il pesce fresco. Il listino è scritto con il gesso per terra…

Girando conosciamo un ragazzo romano-norvegese che dall’età di 10 anni vive a Oslo, ha sposato una di Å e adesso si trova in vacanza a casa dei suoceri.

Ci racconta com’è la vita in Norvegia e la vita ad Å che lui definisce il posto più bello del mondo…

Restiamo un pó a chiaccherare e prima di congedarci ci regala un sacchetto di chele di granchio già cotte pronte da mangiare e ci spiega che quelli delle Lofoten non mangiano granchi e perciò il mare ne è pieno.

Prima di salutarci ci consiglia di salire sulla collina davanti a noi per ammirare il panorama dall’alto anche perchè da un lato c’è il mare e dall’altro lato della collina un lago…

Naturalmente aveva ragione: dall’alto della collina se guardi verso est vedi barche e il mare e se guardi a ovest ti sembra di essere in alta montagna… sotto di noi una distesa di teste di merluzzo ad essicare e l’odore arrivava fin su…

Scendiamo, mangiamo davanti al museo dello Stoccafisso e ci muoviamo e incominciando risalire le isole Lofoten verso nord.

Dopo pochi km. davanti a noi si pare uno spettacolo eccezionale: Reine incorniciata dalle montagne e con bellissimo cielo azzurro che gli fa da sfondo.

Il paesino sembra incontaminato e resteresti ore a guardarlo dal ponte che lo precede perché ti dà un senso di calma e di tranquillità.

Il centro con il porticciolo pieno di casettte rosse ti fanno capire perchè questo paese è considerato la perla della Lofoten.

Proseguiamo e ci fermiamo a visitare Hamnoya, un’altro paesino di pescatori.

Il cielo si sta annuvolando e qui i colori cambiano ma i rorbu in mezzo al fiordo sono sempre molto belli.

Ci fermiamo per la notte su un parcheggio affianco alla E10, (N 67.96212, E 13.15284)incomincia a piovere ma alle 23 il cielo ci regala qualcosa di magico: un doppio arcobaleno con una raggiera blu al centro e tutto intorno il rosa. Alle mie spalle il riflesso del sole tramontando rende il cielo color fucsia che si riflette sulle montagne e su un laghetto sottostante.

Mai visto uno spettacolo del genere…

 

PARCHEGGIO HAKKARVIKODDEN – HAUKLAND
giornalieri 115

totali 3.602

Alla mattina quando ci muoviamo il cielo è chiuso fa freddino e piove a intermittenza.

Prima tappa della giornata la facciamo a Sund e visitiamo il museo della pesca e della fucina. In realtà ci sono un paio di rorbu con dei vecchi motori all’interno, altri con reti da pesca e uno con la fucina di un fabbro che da dimostrazioni di forgiatura creando cormorani.

Le nuvole in cielo corrono si apre qualche squarcio di sole ci buttiamo sul mare e andiamo a Flakstad. L’acqua è di una limpidezza e di un color smeraldo da caraibi, peccato che sia un po’ freddina… Ci spostiamo a Ranberg mangiamo e poi raggiungiamo Nusfjord. I ponti sulla E10 a dorso di dinosauro si susseguono così come le isole che attraversiamo.

Quando arriviamo a Nusfjord ci accorgiamo che il tanto decantato villaggio di pescatori non è altro che un pseudo museo visto che per vedere il paese bisogna pagare un biglietto di ingresso…!!!

Molto carino di per sè ma nulla di straordinariamente diverso dai paesini visti finora.

Torniamo sui nostri passi, verso la E10 e in pochi attimi la giornata ci viene rovinata.

Una moto ci sorpassa ad alta velocità e dopo un paio di curve vediamo un ragazzo sbracciarsi e fare segno di fermarci, non capiamo, rallentiamo e in fianco a noi, in mezzo al bosco tra rocce e alberi vediamo una moto completamente distrutta fumare.

Scendiamo di corsa, era la moto che ci aveva da poco superato, il ragazzo ci fa cenno di raggiungerlo e dietro a un masso, schiacciato in mezzo agli alberi vediamo il motociclista con gambe e spalla completamente rotte. In un primo momento temiamo il peggio, è uscito di strada circa 150 mt. prima e con la moto prima di finire un quel buco ha buttato giù un albero rotto rami e deve aver fatto un volo non da poco. La moto praticamente irriconoscibile è senza tutta la parte davanti e si era fermata prima di lui, la targa invece per uno strano scherzo del destino era finita sulla sua pancia e indicava che si trattava di un norvegese… in giro pezzi ovunque…

Probabilmente per la botta era svenuto ma dopo un po’ ha incominciato ad urlare cercando di muovere gli arti rotti, per fortuna anche il ragazzo che ci ha fermato era norvegese e ha chiamato i soccorsi. L’ospedale più vicino era a Svolvær a 170 km. da dove ci trovavamo noi e l’ambulanza sarebbe dovuta arrivare da là. Noi non riuscivamo a comunicare con il motociclista che si agitava e urlava sempre di più, forse perché non riusciva a respirare o forse solo per le fratture che aveva. Noi non ci fidavamo a raggiungerlo dentro al fosso perché non capendo quello che voleva potevamo creare altri danni. Per fortuna a quel punto si è materializzata una dottoressa che stava passando di là e che ha preso in mano la situazione con un sangue freddo e una professionalità tipica da medici preparati al primo intervento. Dopo averlo calmato e stabilizzato, è riuscita a togliergli i casco per farlo respirare, ci ha chiesto una coperta (che io ci ho rimesso…) e con quella gli ha creato un collare, ci ha chiesto anche una penna bic per effettuare una tracheotomia per farlo respirare meglio ma quella non ce l’avevamo e ha dovuto desistere. Finalmente dopo più di un’ora prima è arrivata la polizia che ci ha fatto le solite domande di rito e poi mentre stavamo venendo via abbiamo incrociato l’ambulanza che aveva l’arduo compito di recuperarlo da dove si trovava e portarlo via.

Ovviamente la cosa ci ha scosso parecchio e ci ha tolto la voglia per quel giorno di vedere qualcos’altro. Raggiungiamo la spiaggia di Haukland per la notte e andiamo a dormire mentre fuori riprende a piovere. (N 68.19926 – E 13.52968)

 

SPIAGGIA DI HAUKLAND –SPIAGGIA DI EGGUM
giornalieri 152

totali 3.754

Ci svegliamo e piove a dirotto tutto intorno nuvole basse e pioggia, della bellissima spiaggia con la sabbia bianca e il mare cristallino non si riesce ad apprezzare nulla.

Decidiamo di collegarci a internet e di cercare il sole… Alle Lofoten il tempo cambia abbastanza velocemente e da un posto all’altro può variare. Loro hanno un sito bellissimo: www.yr.no dove hai il tempo aggiornato di tutti i paesi della Norvegia e se dicono che alle 3 in quel posto c’è il sole stai sicuro che alle 3 là c’è il sole…! E così è stato… Mettiamo in moto il camper e partiamo sotto un’acqua torrenziale per raggiungere un paesino a 50 km da noi dove il portale dava sole e infatti dopo pochi km. smette di piovere e a Henningsær, la nostra meta, troviamo il sole… yr ha sempre ragione!!! Domani torneremo indietro per vedere le zone che ci mancano.

Henningsær è soprannominata la Venezia delle Lofoten perché è tutta costruita su palafitte ed è tra le 2 rive di un canale. Sinceramente non ci vedo tanta somiglianza, il posto è bello i colori sono belli ma… Venezia dov’è?…

Ci rimettiamo in moto e andiamo a Kabelvag un paesino medievale il cui centro é formato da una piazza con un piccolissimo porticciolo.

Il tempo è molto bello il cielo è splendido forse questa è la serata buona per vedere il sole di mezzanotte o quasi, visto che il fenomeno a queste latitudine è già passato ma comunque durante la notte non diventa mai buio. Oggi il tramonto sarà alle 23.40 e l’alba alla 2.30 ma in questo lasso di tempo il cielo non fa in tempo a scurirsi e resta praticamente un tramonto lungo fino all’alba.

Ci rechiamo perciò alla spiaggia di Eggum dove anche yr dice che ci sarà il sole. Quando arriviamo troviamo già parecchi parcheggiati lungo la costa e riusciamo ad accappararci l’ultimo posto libero.

Di fronte a noi il sole che sta scendendo tutto intorno cielo azzurro e mare.

Verso le 21.30 incominciano ad arrivare parecchie macchine di locali che scaricano frighi e cesti, sedie, tavoli…

Sono venuti a fare pic-nic nel prato sotto di noi, che con il passare delle ore si è riempito anche di tendine e igloo.

Il sole dal giallo incomincia a diventare prima arancio e poi rosa e alle 23.40 tramonta, a quel punto incomincia uno spettacolo di colori: il cielo ha nuvole gialle rosa arancio e perfino viola scuro e a 0.40 sono ancora fuori a fotografarlo. Non riesco a staccarmi da tanta bellezza e più passa il tempo più i colori si accendono ma Alberto è stanco e vuole andare a letto così continuo a guardare lo spettacolo dal finestrino della mansarda e l’ultimo ricordo che ho, sarà stato verso le 2, è il cielo azzurro con una fascia arancio che si espandeva su tutta la linea dell’orizzonte: si stava preparando l’alba… (N 68.30711 – E 13.65106).

 

SPIAGGIA DI EGGUM – KABELVÅG
(CAMPEGGIO SANDVIKA)

giornalieri 164
totali 3.918

Alla mattina quando ci svegliamo il tempo non è più splendido come poche ore prima ci sono un po’ di nuvole ma a queste latitudini il tempo così è tutto grasso che cola…

Prendiamo l’occasione del sole per tornare sui nostri passi e andare a vedere le 2 famose spiaggie che ieri abbivamo abbandonato: quella di Haukland e quella di Uttevik. Il mare di entrambe infatti è stupendo trasparente e azzurro verde la sabbia bianca fa ancora più contrasto. A Haukland abbiamo trovato anche un gruppo di ragazze che tentavano di fare il bagno ma dalle espressioni che avevano l’acqua doveva essere alquanto FREDDINA… l’unica ben attrezzata una biondina di 2 anni…

Attraversiamo un tunnel e ci troviamo sull’altro versante della montagna direttamente sulla spiaggia di Uttevik.

Anche qui acqua trasparente e colori del mare fantastici che nulla hanno da inviadiare alle spiagge caribiche a parte forse la temperatura dell’acqua..

Ci spostiamo a Ballstand, un altro paese di pescatori con dei bei cantieri navali che spiccano nel cielo blu.

Oggi è una giornata stupenda e il sole rende i paesaggi che attraversiamo ancora più belli.

Ripartiamo alla volta di Svolvær e ci fermiamo a visitare la Lofotenkatedral, la seconda chiesa in legno più grande della Norvegia che ieri alle 18 quando ci siamo passati davanti ormai stava chiudendo.

Alle 18 siamo a Svolvær giusti per l’evento mondano giornaliero: l’arrivo in porto dell’Hurtigruten il postale dei fiordi che anche noi nei prossimi giorni prenderemo per un’escursione al Trollfjord.

Per la notte decidiamo di fermarci al campeggio di kabelvag tanto decantato e consigliato da tutti perché si trova proprio sulla riva del fiordo con delle vedute stupende direttamente sulla Norvegia continentale (N 68.21494 – E 14.43316).

Purtroppo il tempo si è guastato e per noi niente Norvegia continentale il posto è bellissimo lo stesso. Il campeggio è diviso in 2 zone una che dà proprio sul fiordo e una più interna, l’effetto che fa è quello di trovarti al mare da una parte e in alta montagna dall’alta…

Le montagne dall’altra parte del fiordo invece vomitano nuvole… sembra che dietro ci sia un troll con un’enorme planetaria che monti albume d’uovo a neve e lo faccia traboccare di qua..

Accantono l’idea del troll e torno al caldo del camper…

 

 

KABELVÅG – SVOLVÆR
giornalieri 42

totali 3.960

L’ho sempre detto io il buongiorno si vede dal mattino…

Ci svegliamo e piove a dirotto, ieri sera alle dieci e mezza per pigrizia, pur sentendo i serbatoi gorgogliare, non abbiamo scaricato le acque grigie e questa mattina facendomi la doccia è venuto su tutto…bagno e tappeti navigavano nell’unto delle acque di scarico…

Andiamo a scaricare e su una pozzanghera sotto di noi si forma una scia di gasolio… perdiamo gasolio…

Oggi non è proprio giornata!! Per fortuna siamo a Svolvær, la capitale e la città più grande delle Lofoten… qualcosa troveremo…

Andiamo alla Coop. per la wifi chiamiamo l’assicurazione e attiviamo l’assistenza stradale in modo da sapere dove trovare l’officina autorizzata Iveco più vicina o farci venire a prendere dal carro attrezzi in caso questa sia distante. Dopo più di 1 ora ancora nessuna notizia dall’assicurazione…

Mi viene in mente di aver visto dietro alla coop un concessionario Toyota e senza attendere ulteriormente ci rechiamo là, forse loro sanno indicarci dove si trova un officina Fiat-Iveco perché se ci sono pezzi da cambiare solo loro li possono avere visto che di Fiat e Iveco da queste parti, a parte i camper dei turisti, non se ne vedono…

Alla Toyota gentilissimi invece ci fanno entrare nella loro officina in modo che il capo meccanico possa darci un’occhiata e il vichingo di turno dopo poco scopre il danno: un tubicino di gomma che porta il gasolio si è usurato sfregando contro la plastica che ricopre la testata. Ovviamente il pezzo originale non ce l’ha ma ce lo crea e in mezz’ora il guasto è riparato.

Temo per il conto: concessionario Toyota e per giunta in Norvegia… dopo l’esperienza in Svizzera di qualche anno fa so che questa sarà peggiore… invece quando chiediamo quanto gli dovevamo il vichingo ci guarda e ci dice “è un regalo, adesso quando viaggiate pensate a me, buon viaggio”…

Restiamo senza parole vogliamo offrirgli almeno un caffè ma lui rifiuta, lo salutiamo e usciamo.

Tra l’altro mentre aspettavamo il vichingo che lavorava ci ha chiamato l’assistenza stradale dicendoci che aveva trovato l’officina e che si trovava a Leknes a 80 km. da noi e che ci avevano fissato un appuntamento per lunedì mattina alle 11… fra 5 giorni a 80 km. perdendo gasolio… cazzo che pronta assistenza!!!!

Ormai sono le 4 e qui tutto chiude alle 6 la giornata è persa riusciamo comunque ad andare a visitare il Lofotmuseet un museo sulle tradizioni delle Lofoten.

Per la notte ci fermiamo in un parcheggio sull’Austnesfjorden a 12 km. a nord di Svolvær da dove parte un sentiero di passerelle che ti permette di raggiungere la sommità di una collinetta e da lì ammirare tutta il panorama sul fiordo sottostante

(N 68.31598 – E 14.71631).

Anche oggi 13/14 gradi, Il cielo è chiuso ma dalle 15 non piove più.

 

 

SVOLVÆR
HURTIGRUTEN: STOKMARKNES / SVOLVÆR
giornalieri 31

totali 3.991

E anche questa mattina piove poi verso le 10 smette. Secondo YR oggi non pioverà più anzi ci potranno essere anche sprazi di sole.

Oggi voglio fare il famoso giro del Trollfjord con l’Hurtigruten il tanto famigerato postale dei fiordi, non è la giornata migliore ma ce la facciamo andare bene lo stesso.

L’ufficio informazioni di Svolvær ci consiglia di prendere l’autobus delle 12.30 per Stokmarknes dove arriveremo per le 14.10 e da lì prendere il Postale delle 15.15 per tornare a Svolvær. Tutta la navigazione si svolge all’interno dei fiordi tra le Vesteralen e le Lofoten entrando e uscendo anche dal Trollfjord.

A Stokmarkes è stato costruito il primo Postale dei Fiordi Norvegesi e vi è stato dedicato un museo che illustra la storia della linea con testi e immagini.

Ormeggiato presso il molo c’è il vecchio M/S Finnmarken, una nave che è stata in servizio tra il 1956 e il 1993 ed è completamente visitabile e considerato l’oggetto più grande esposto in un museo.

Purtroppo l’autobus, per via del traghetto è in ritardo e quando arriviamo a Stokmarken ci restano solo 30 minuti per visitare il museo, la Finnmarken e imbarcarci sul Postale in partenza… troppo pochi… Corriamo per il museo, per la Finmarken ma non ci godiamo niente, bisognava prendere il l’autobus prima, quello delle 9.30, per fare tutto con la calma.

Arriviamo sul molo per imbarcarci e sorpresa… il postale che ci attende è la Lofoten, la nave più vecchia ancora in circolazione.

Alberto è euforico gli piace tantissimo sta bagnarola del 64 io sono delusa mi immaginavo di montare su un postale grande tutto rosso bianco e nero e invece mi ritrovo sta barchetta piccola e bassa… per fortuna navighiamo dentro ai fiordi… penso: va ben dai, se affonda 2 bracciate e sei a riva…

Devo ammettere che dentro fa un’effetto diverso, sembra di salire sull’Orient Express manca solo Poirrot e Agatha Cristie… qualcuno direbbe emana storia da ogni poro…

È carina, è storica ma si balla… salgo più in alto possibile, attaccata alla plancia di comando, ci resto per quasi tutto il viaggio e da lì faccio la vedetta.

All’aria aperta il movimento della nave mi dá meno fastidio, il paesaggio è cupo e apro, fa parecchio freddo, ci sono nuvole ma intorno a noi è tutto molto bello.

Tutta la navigazione si svolge all’interno dei fiordi, attraversiamo il Hadselfjorden, quello che separa le Lofoten dalle Vesterålen e il Raftsundet per poi entrare ed uscire dal Trollfjord, il punto più bello della gita.

Il primo fiordo é largo, lo si attraversa e passando sotto un ponte che sembra costruito giusto giusto per farci sotto l’Hurtigruten si entra nel Raftsundet.

Qui le montagne si stagliano sopra di noi, sulle coste qualche casina rossa, forse raggiungibile in barca e davanti si apre il Trollfjord, questa spaccatura che si incunea tra le montagne circondata da una natura fantastica. Il posto è stupendo ma non ho ancora visto niente.

A un certo punto il comandate vira a destra, passa in fianco a un’isoletta e entra nel Trollfjord, un braccio di mare lungo appenna 2 km e largo all’inizio soli 30 mt.

Sopra di noi delle aquile di mare veleggiano da una sponda all’altra.

Siamo veramente attaccati alle rocce sia a destra che a sinistra uno spettacolo da restare senza fiato. Ogni giorno un postale diverso entra e esce da questo fiordo, noi siamo su quello più piccolo e fa già effetto figuriamoci che impressione deve fare a bordo dell’ultimo varato che che è almeno 2 volte il nostro. Mi viene spontaneo pensare che se hai comandi ci fosse stato Schettino ormai gli avrebbe affondati tutti!!!

Alla fine il fiordo si allarga e lì la nave riesce a manovrare, con molta fatica si gira e inverte la rotta. Sopra di noi ancora aquile che veleggiano, sulle pareti i loro nidi e cascate che si riversano nell’acqua.

Usciamo dal Trollfjord e continuiamo la navigazione nel fiordo principale in mezzo a isole e isolette fino a Svolvær dove arriviamo verso le 19.

Come previsto da YR non una goccia di pioggia e qualche apertura di sole tra le nuvole.

Per la notte torniamo al parcheggio, 12 km. fuori Svolvær, dove abbiamo dormito anche la notte scorsa.. (N 68.31598 – E 14.71631).

il viaggio continua