Il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Collagù
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Farra di Soligo è un comune situato nel cuore delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, dichiarate lo scorso anno dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità ed è qui, tra ripidissimi vigneti, che sorge questo incredibile santuario di proprietà della nobile famiglia Bottari De Castello.

La storia del Santuario

Il Santuario della Beata Vergine Addolorata si trova nel borgo di Collagù, un villaggio le cui origini si perdono nel tempo ma che attualmente conta solo quattro residenti.

La chiesetta venne edificata all’inizio del Settecento quando il territorio era di proprietà della famiglia Zorgnato. Pochi anni dopo l’area passò in eredità alla famiglia Bottari de Castello i cui discendenti sono gli attuali proprietari.

Il Santuario nel secolo successivo divenne meta di importanti pellegrinaggi che si svolgevano nei mesi di agosto e novembre ma successivamente entrò in uno stato di totale abbandono, fino al 1932 quando, per un voto, la famiglia Bottari De Castello decise di ricostruirlo completamente e di ampliarlo aggiungendo anche il campanile.

Gli interni del Santuario

Attualmente la chiesa presenta all’esterno un bel chiostro riccamente decorato ma la cosa che lascia senza parole è il suo interno dove tutte le pareti sono completamente affrescate con opere dai colori vivi e sgargianti dipinte dell’artista friulano Ugo Grignasch .

All’interno della chiesa sono conservate anche le spoglie di Sant’Emilio che, nel 1933 la famiglia Bottari fece traslare da Venezia dove per secoli erano state conservate nella Chiesa di San Giovanni in Laterano, un luogo di culto non più esistente in città.

Dal 28 ottobre 2001 accanto al corpo di Sant’Emilio hanno trovato posto anche le spoglie di Santa Florida, fino ad allora conservate a Venezia, direttamente dalla famiglia Bottari.

Un altro particolare lega a doppio filo questa chiesetta con la città di Venezia: è il suo candelabro a croce che è esattamente uguale, anche se in forma ridotta, a quello presente nella Basilica di San Marco.

Oggi il borgo di Collagù è tornato a vivere grazie al Comitato Amici di Collagù e all’attuale Sindaco di Farra di Soligo Mattia Perencin che, portando avanti la tradizione di famiglia, è il custode del Santuario e ne costudisce le chiavi.

Come raggiungere il Santuario

Il Santuario della Beata Vergine Addolorata di Collagù può essere raggiunto in macchina seguendo le indicazioni che si incontrano lungo la strada provinciale 32 e imboccando Via Collagù che si trova esattamente di fronte all’Agriturismo Villa Panigai (45.907194, 12.132172).
Non fate come noi che abbiamo seguito le indicazioni di Google e ci siamo ritrovati su una strada che alla fine era percorribile solo dai mezzi agricoli… cosa che ci ha obbligato a tornare indietro in retromarcia per centinaia di metri fino a trovare uno spiazzo per girarci.

Entrambe le strade non sono comunque percorribili in camper in quanto sono molto strette e una buona parte del percorso si svolge all’interno del bosco.
L’alternativa per chi si trova in zona con il camper è quella di raggiungere il santuario percorrendo il sentiero che dalla chiesetta di San Gallo si snoda all’interno dei boschi e dei colli circostanti o percorrendo il sentiero delle Vedette, un bellissimo itinerario che parte dalla Chiesetta di San Vigilio di Col San Martino e prosegue per i terrazzamenti del Prosecco e lungo le creste dei colli.
I panorami che offre il sentiero sono unici, durante la Prima Guerra Mondiale questo era un punto di controllo dell’esercito austro-ungarico: da qui infatti si poteva avere una visuale perfetta su tutta la linea del fronte lungo il Piave.
A testimonianza di questo capitolo di storia restano ancora lungo il percorso le gallerie e le trincee utilizzate dai soldati.
Nell’ufficio della Pro Loco di Farra di Soligo è a disposizione una bellissima cartina, in distribuzione gratuita, che riporta tutti gli itinerari percorribili in zona.

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