Il lago delle Baste lì dove si specchia il Pelmo
46.4818, 12.0575

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Oggi decidiamo di intraprendere una bellissima escursione che, partendo dal Passo Giau, ci porterà a scoprire il Lago delle Baste, un piccolo specchio d’acqua nelle Dolomiti situato in un contesto unico, quello del Mondeval, un altipiano che si estende a oltre 2000 metri di altitudine.

Dal Passo Giau al Lago delle Baste

Per salire fino al Passo Giau, uno dei valichi più belli ed elevati delle Dolomiti, bisogna percorrere la strada panoramica che, con i suoi 29 tornanti, arriva a quota 2236 metri.
Già a Passo Giau il panorama è strepitoso, basta guardarsi intorno e tutte le cime più famose delle Dolomiti sono intorno a te: dal Nuvolao, alle 5 Torri, dalla Marmolada alle Tofane, dalla Croda Rossa al Pelmo e da qui è perfettamente visibile anche il Gruppo del Sella.

Salendo da Selva di Cadore noi abbiamo parcheggiato il nostro camper in uno spiazzo appena dopo Passo Giau dove altri equipaggi hanno successivamente deciso di passare anche la notte.

Attraversiamo il prato di fronte tenendo la destra sulla traccia di sentiero che ci collega direttamente al sentiero 436 dell’Alta Via n.1 proveniente dal Passo Giau e seguendolo aggiriamo il Col Piombin arrivando abbastanza facilmente all’omonima forcella. Dalla forcella Piombin la vista, se è possibile, è ancora più spettacolare, di fronte splende sotto il sole il ghiaccio perenne della Marmolada. Se si osserva con attenzione, a sinistra, fanno capolino anche due delle Tre Cime di Lavaredo: la Cima Grande e la Cima Ovest, tutto intono prati dove svettano le cime Dolomitiche a perdita d’occhio.

Lasciata la forcella Piombin Iniziamo la lunga discesa che su un facile sentiero con qualche facile passaggio su rocce raggiungiamo il fondo valle dove pascolano liberi mucche e cavalli e le marmotte scorazzano a pochi metri da noi appena disturbate dal nostro passaggio.

Forcella Giau

Proseguiamo puntando verso Forcella Giau e risaliamo il ripido canalone sotto un sole implacabile, che ci porta a raggiungere, una volta in cima, la forcella alla quota di 2360 mt.
Questa è la parte più dura di tutta l’escursione e specialmente per chi come me non è un gran camminatore qualche pausa durante la salita va messa in conto. Queste pause ci permettono di ammirare il paesaggio che continua a dare spettacolo in tutte le direzioni.

L’altipiano di Mondeval

Arrivati alla Forcella Giau la vista si apre sull’altipiano di Mondeval de Sora e dall’alto riusciamo a vedere il lago delle Baste, la nostra agognata meta.

Ma dalla Forcella Giau intanto il panorama davanti a noi ci permette di ammirare i Piani di Pezzè, il Civetta, il Pelmo e all’Antelao, dietro le Tofane. Dobbiamo ancora attraversare il pianoro del Mondeval, che in lieve discesa dalla Forcella Giau, superando alcuni grandi massi che si sono staccati dai Lastoi del Formin (la parete in fianco a noi), ci porta al Lago delle Baste dove l’atmosfera magica di questo lago di alta montagna si materializza.

Il lago delle Baste

Tutto intorno al lago c’è una zona acquitrinosa, il Lago delle Baste vista la posizione e le dimensioni, è soggetto durante le diverse stagioni a repentine estensioni della sua superficie nonchè al ritiro quasi completo delle acque, ovviamente a seconda dell’abbondanza di piogge e del clima, ma qualcuno ha messo delle pietre che permettono di raggiungere il centro del lago in modo da poter vedere il Pelmo che si specchia nelle sue acque.
Qui le foto si sprecano…

Noi ci siamo fermati più di un’ora a contemplare, immersi nel silenzio, questo scenario grandioso ma chi avesse voglia di proseguire può spingersi fino al sito mesolitico di Monteval, il luogo dove è avvenuto uno dei ritrovamenti più significativi d’Italia.

Valmo l’uomo di Mondeval

Qui infatti nel 1987 fu scoperta una sepoltura mesolitica con lo scheletro e il corredo funebre, entrambi in ottimo stato di conservazione, di Valmo l’uomo di Mondeval, un cacciatore vissuto oltre 7500 anni fa.
Tutti i ritrovamenti e altre informazioni sulla vita di Valmo sono attualmente esposti nel Museo Civico Vittorino Cazzetta a Selva di Cadore, dove è possibile scoprire anche la storia delle Dolomiti, con i fossili e le antiche pergamene.

Dove parcheggiare

É possibile lasciare l’auto nel parcheggio privato del Rifugio Passo Giau (46.482490, 12.053358) da dove parte il sentiero 436 o lungo la strada.
Noi abbiamo parcheggiato il camper su uno spiazzo dopo il valico.

Parcheggio: dopo il valico del Giau

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