Primo giorno a Berlino

Alla mattina ci accorgiamo che l’area, che si estende in più terrazzamenti, non è piena, ci sono parecchie piazzole vuote e non sono nemmeno prenotate… mi verrebbe spontaneo dire: tedeschi di merda…!!! Chissà forse su un’altra vita sono stata rinchiusa su un campo di concentramento, forse ero una roqm, così si spiega anche la mia continua voglia di viaggiare… mi stanno troppo sulle balle per non avermi fatto niente!
Qui si può proprio dire che paghi solo per parcheggiare le ruote…  la sosta: 17 euro, il bagno è  a parte (4 euro), la lavanderia è naturalmente a parte, il carico e scarico sono a parte (c’è una cassettina della posta nella quale mettere euro a tuo buon cuore… minimo 5 – ovviamente si poò immaginare quanto è stato il mio “buon cuore….”).
Scegliamo una piazzola, paghiamo per 3 giorni e ci muoviamo verso il centro. Oggi primo giorno dedicato alla visita della città con sole e tanto caldo. Dall’area di sosta in cui ci troviamo il centro si può raggiungere con la U6 e secondo il teutonico della reception ci vogliono “solo” 10 minuti a piedi per arrivarci… in realtà a passo mio non é bastata mezz’ora…!!!
L’area di sosta si trova a Tegel in un quartiere molto verde con parchi e alberi a nord di Berlino. Il quartiere ha anche un centro e un area pedonale che si percorre interamente per raggiungere la metro.
Una volta lì scopriamo che è possibile prendere anche un autobus che ferma proprio attaccato all’area di sosta per arrivare al centro di Tegel, ma naturalmente il teutonico se ne è ben guardato dal dircelo…
Altro pensiero spontaneo “tedesco di merda…”!
In un parco appena fuori dal campeggio, tutto ombreggiato e con panchine è stato creato un bellissimo cimitero con tombe curate con fiori e piccole lapidi per cani e gatti.
Qui i berlinesi possono seppellire i loro amati compagni di vita.

Con la U6 in circa 25 minuti si arriva in centro a Franzöiske vicino alla Unter den Linden, il viale lungo 1200 mt che collega la Porta di Brandeburgo a Alexander Platz.
Oggi la giornata la dedicheremo al “Mitte” il centro:
Unter den Linden – Porta di Brandeburgo – Denkamal für die ermordeten Juden Europas – Alexander Platz e la Berliner Dom, con relativa salita alla cupola.

DSC_1679Ed eccoci al cospetto della Porta di Brandeburgo il monumento che identifica Berlino nel mondo.
Ci sono turisti provvenienti da ogni angolo della terra, anche se i più numerosi ovviamente sono i giapponesi… La porta è imponente, e divide in due un viale: da un lato Unter den Linden, il viale dei Tigli che arriva fino a Alexander Platz e dall’altro Straße des 17. Juni (denominata così dal 1953 a commemorazione dei moti operai di Berlino Est del 17 giugno dello stesso anno) e che porta fino al Charlottenburg.

Sul lato destro della porta c’è una mostra fotografica che racconta il ruolo che ha avuto la porta durante i giorni della caduta del muro e durante il periodo in cui i due muri la obbligavano ad essere un monumento confinato nella terra di nessuno.
Alcune di queste foto riportano la data 31/12/1989 quando qui vi si radunarono più di due milioni di persone per festeggiare il primo capodanno comune dopo la riunificazione e la caduta del muro, avvenuta il 9 novembre. Una data simbolica dove chi ha avuto la fortuna di festeggiare l’ultimo giorno dell’anno qui può dire “io c’ero e ho scritto un pezzo di storia”.
Usciamo dalla Porta di Brandeburgo, giriamo a destra e raggiungiamo il Denkmal für die ermordeten Juden Europas, un nuovo monumento di Berlino dedicato alla memoria delle vittime dell’olocausto e inaugurato nel 2005, dopo 17 anni di discussioni e lavori.

P1130083Il Memoriale è enorme: una giungla di parellelipipedi.
La gente sale sopra a quelli più bassi, lo faccio anch’io, arriva di corsa un tedesco incazzato nero che urla qualcosa in un suo inglese: non si può! Nein!!!
Ok! Ci camminiamo in mezzo e veniamo risucchiati dai blocchi sono più alti di noi, intorno solo corridoi, giapponesi e parallelipipedi…
C’è anche il museo dove è raccolta la documentazione riguardante persone e famiglie vittime dell’olocausto – con testimonianze autentiche – e dati che permettono di comprendere meglio la vastità del genocidio, ma c’è troppa coda all’ingresso e rinunciamo.
Sarà senz’altro una della tappe la prossima volta che torneremo a Berlino.

Anche se una leggerissima pioggia verso mezzogiorno ci fa sperare in un calo delle temperature per tutto il giorno il caldo e Caronte, l’anticiclone africano, non demordono superando dì gran lunga i 30 gradi.

IMG_7963Una pausa dolcetto nel meraviglioso negozio della Ritter, con una mousse al ciocco- lato fondente di una bontà incredibile e poi si riparte in direzione di Alexander Platz, storicamente considerata il centro della parte orientale della città.P1130116

Alle 18.00 dopo la salita alla cupola della Berliner Dom, che con i suoi 280 scalini ci ha dato la mazzata finale, e dopo una cocacola al 5 piano di un bar, dove finalmente abbiamo sentito un po’ di fresco, decidiamo di rientrare.
La prima giornata a Berlino si conclude con 14,33 km. percorsi….

Secondo giorno a Berlino:

Checkpoint Charlie – Muro – Marienkirche – Giro in barca – Fontana di Nettuno – Potsdamer Platz.

Oggi il caldo è meno opprimente ed è più piacevole girare.

Prima tappa Checkpoint Charlie, l’unico passaggio tra il settore americano e quello russo. Pullman continuano a scaricare gente da ogni parte del parte del mondo e con questo carnaio il luogo perde ogni signi cato. Un posto, che dovrebbe essere emblematico per la storia del paese, qui infatti centinaia di persone sono morte nel tentativo di superare il muro e entrare a Berlino ovest, è stato trasformato in un set turistico con dei nti soldati amercani che posano per le foto assieme ai turisti in cambio di qualche euro.

Ci spostiamo a andiamo a visitare il Black Box, il padiglione informativo sulla storia del Checkpoint Charlie. Una raccolta di informazioni sulla storia del più famoso valico di frontiera con  gigantografie e e stazioni multimediali ci aiuta a capire meglio com’ era divisa Berlino e la Germania dopo il 45 e cos’è successo dal dopoguerra no alla caduta del muro, nel novembre dell’89. Fu proprio da qui che il 9 novembre dell’89 migliaia di berlinesi passarono il muro e si riversarono nella zona ovest della città.

Riprendiamo la metro per andare a vedere il più lungo tratto di muro rimasto che si trova lungo la Sprea la East Side Gallery. Il pezzo di muro lungo 1,3 km. è interamente coperto di dipinti di artisti del tutto il mondo. Purtroppo la madre dei cretini è sempre incinta e pur essendo un monumento protetto ora è tutto rovinato da scritte e graffiti che nulla hanno a che vedere con lo spirito con il quale era stato dipinto.

Altro giro in metro e torniamo verso il centro alla Marienkirche. Costruita nel 1270 Marienkirche è la più antica chiesa gotica di Berlino ed è uno dei pochi monumenti sopravvissuti ai bombardamenti. Al suo interno è conservato un bellissimo organo che abbiamo anche avuto la fortuna di sentire suonare. Di fronte alla chiesa si trova la Fontana di Nettuno con il dio del mare, sopra una conchiglia, circondato da quattro figure femminili che simbolizzano i fiumi: Elba, Reno, Oder e Vistola.

Ogni tanto la pioggia ci ricorda che siamo in Germania, povero “Caronte” da queste parti ha vita dura… un giorno è riuscito a spuntarla ma poi ha dovuto rinunciare…

Anche se ormai sono le 4 del pomeriggio e il cielo è un po’ plumbeo decidiamo di prendere un barcone e fare un giro sulla Sprea per vedere la città dal fiume. “Spiagge” e palazzi si susseguono finché arriviamo al Bunderskanzleramt la sede del cancellierato, un palazzo con un’architettura molto particolare che con un alternarsi di superfici a vetri, in parte lisci e parte convessi, creano un bel gioco di luci e ombre.

Unico peccato tutte le spiegazioni durante la navigazione sono date in perfetto tedesco e un masticato inglese…

Scendiamo e andiamo verso l’isola dei musei per vederli perlomeno da fuori, li faremo la prossima volta che torneremo perché in questi 2 giorni non c’è tempo, ci sono troppe cose da vedere. Un altro giro per il centro e poi prima di concludere la giornata ci dirigiamo verso la Postdamer Platz trasformata negli ultimi anni nel più grande quartiere di architettura contemporanea in Europa.

Ormai sono le 8 rientriamo, prima però ci fermiamo a mangiare una snitzel e delle braccioline di agnello in un locale di Tegel la cui cuoca pareva essere uscita da un film dell’orrore… infatti faceva orrore il solo pensiero che la roba mangiata potesse essere stata toccata da lei….

il viaggio continua