L’Hermitage uno dei gioielli di San Pietroburgo
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Quando si pensa a San Pietroburgo la prima cosa che viene in mente è l’Hermitage, uno dei musei più visitati al mondo e situato sul lungofiume della Neva.

Il museo è famoso per custodire le opere provenienti dal tutto il mondo. Tra gli autori più “famosi” si può ricordare Leonardo da Vinci, Raffaello, Giorgione, Tiziano, Veronese, Caravaggio e il Tiepolo. Ma sono molti i nomi di artisti che danno lustro al museo come Claude Monet, Auguste Renoir, Paul Cezanne, Camille Pissarro, Edgar Degas, Vincent Van Gogh, Paul Gauguin, Henri Matisse e Pablo Picasso solo per citarne alcuni.

Ma l’immensa collezione dell’Hermitage di San Pietroburgo comprende reperti e opere d’arte che coprono l’intero arco dell’esperienza umana. Le collezioni vanno dall’Età della Pietra al XX secolo e includono anche reperti archeologici, opere di arte applicata e monete. Tra le altre, vi sono sale dedicate all’arte egizia, alla Grecia classica, ma anche alle tribù primitive della Siberia e ovviamente all’arte russa.

Solo una volta che entri ti rendi conto dell’immensità degli spazi espositivi visto che il complesso principale occupa 5 palazzi, uniti tra loro, che, fino alla rivoluzione, facevano parte integrante degli appartamenti reali: il Palazzo d’Inverno, costruito su progetto dell’architetto italiano Bartolomeo Rastrelli come residenza invernale degli zar, il Petit Ermitage, voluto da Caterina la Grande per poter ospitare le sue opere d’arte, il Grande Ermitage, il Nuovo Ermitage, e il Teatro dell’Ermitage.

L’esposizione continua anche nelle sedi del Palazzo di Menshikov che si trova dall’altra parte del fiume Neva, nel Museo della Porcellana e nel Palazzo dello Stato Maggiore.

Negli ultimi anni il Museo dell’Hermitage ha spostato la sua ricchissima collezione di quadri degli Impressionisti e dei pittori di fine ‘800 e inizi ‘900 (Van Gogh, Picasso, Kandinsky, Malevich, Matisse e tanti altri) all’interno del Palazzo dello Stato Maggiore, che si trova nella piazza di fronte all’Hermitage.

Nelle varie sedi sono esposte una minima parte dei più di 3 milioni di opere d’arte possedute dall’Hermitage e una guida del museo riporta che per poterle vedere tutte  bisognerebbe percorrere circa 24 chilometri tra sale e corridoi.

Visitare in una sola giornata l’immenso patrimonio è impossibile.
Noi abbiamo scelto di visitare il museo di mercoledì, giorno il cui orario di chiusura è posticipato alle 21.00 e ci siamo limitati a dedicare  l’intera giornata alla visita del complesso principale (solo il Palazzo d’Inverno conta ben 1057 stanze con 1786 porte e 1945 finestre) e del Teatro dell’Hermitage, lasciando per ultimo il Palazzo dello Stato Maggiore, visitandone però solo le sale dedicate agli impressionisti.

Facendo questa scelta il tour è durato quasi 10 ore…
Non ti accorgi del tempo che passa perché ogni sala è più bella dell’altra, ti fermi ad ammirarne le opere esposte, gli arredi, ad ascoltare la storia e a immaginare la vita sfarzosa degli Zar che si svolgeva all’interno di quelle stanze.

Al primo piano si trovano i manufatti preistorici, le collezioni dell’Antico Oriente e dell’Antico Egitto, le stanze dedicate all’arte e alla cultura russa.

Il piano nobile del Palazzo d’Inverno è accessibile attraverso lo scalone Giordano, una stupenda opera architettonica del XVIII secolo in marmo, granito e oro.
Su questo piano si trovano forse le più sfarzose sale cerimoniali del palazzo come quella di Malachite o il Pavillion Hall, un ambiente impressionantemente vasto con magnifici ornamenti in bianco e oro, illuminato da 28 lampadari, che si affaccia sul giardino pensile di Caterina e che ospita il meraviglioso Orologio del Pavone, realizzato nel 1772 in rame dorato.

Lo spettacolo di questo orologio è unico: i meccanismi allo scoccare di ogni ora  si mettono in movimento: all’inizio suonano dei campanelli e una gabbietta ruota per dodici volte, al suo interno un gufo gira la testa a destra e sinistra, sbatte gli occhi e batte la zampa destra, dopo circa 90 secondi il meccanismo del gufo avvia un pavone che fa la ruota, allunga il collo, gira e tira indietro la testa aprendo il becco. Quando la coda è completamente aperta l’uccello si blocca per un secondo, poi volge elegantemente la coda agli spettatori e si ferma ancora per un attimo, infine chiude la coda e abbassa la testa tornando alla posizione di partenza.
Alla fine del suo ciclo il meccanismo del pavone avvia un galletto che canta dopo aver agitato la testa più volte.

Al piano nobile si possono inoltre visitare gli appartamenti privati che ospitarono l’ultima famiglia imperiale, quella dello zar Nicola II e che vantano magnifici interni ottocenteschi.

Dopo aver visitato i 3 piani e le 400 stanze del complesso dell’Heritage, la visita è continuata al Palazzo dello Stato Maggiore o The General Staff Building, un tempo sede dello Stato Maggiore dell’Esercito, che si trova sull’altro lato della Piazza del Palazzo, di fronte al Palazzo d’Inverno.
L’edificio, progettato da Carlo Rossi in stile Impero, presenta una facciata lunga 580 metri, interrotta da un Arco di trionfo sormontato da un carro della vittoria che simboleggia i successi militari dell’Impero russo contro Napoleone.
Naturalmente l’esposizione è accessibile con lo stesso biglietto acquistato per visitare l’Hermitage

I biglietti possono essere comprati lo stesso giorno della visita nelle biglietterie o presso le macchinette automatiche (in questo caso si accede al museo dalla porta principale del Palazzo d’Inverno) o in anticipo online sul sito del museo (in questo caso si accede da un’altra entrata speciale): www.hermitagemuseum.org

Noi, per evitare code sempre presenti, abbiamo scelto quest’ultima opzione.
Il biglietto cumulativo ha la validità di un giorno e un costo di 700 rubli se acquistato in biglietteria o di 17,95 $ se comprato online.
L’ingresso è gratuito il terzo giovedì del mese.

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