La Castradina un piatto per la ricorrenza della Madonna della Salute
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La Festa della Madonna della Salute è un rito che da sempre, contraddistingue a Venezia il mese di novembre.

Per i veneziani è una tradizione molto sentita e ancor oggi l’intera città, il 21 novembre, ricorda, con un pellegrinaggio e un rito senza tempo, quello dell’accensione di un cero alla Vergine: la fine della peste avvenuta nel 1631.

Forse non tutti sanno che a Venezia esiste un piatto tradizionale che si consuma in questa occasione: “La Castradina”, un piatto a base di carne di montone castrato che era importata dall’Albania e dalla Dalmazia dove veniva salata, affumicata ed essiccata al sole e venduta alle navi veneziane di passaggio.

Da allora questo piatto si mangia solo in occasione della Festa della Madonna della Salute in omaggio ai Dalmati, che durante il periodo di isolamento per la grande pestilenza del 1630, erano gli unici a rifornire di cibo la città.

In questo periodo i migliori ristoranti della città propongono la Castradina in due modi: come zuppa a base di cosciotto di montone castrato affumicato con verze stufate (la ricetta classica) o come spezzatino con la polenta utilizzando sempre la carne di montone essiccata e affumicata.

Volete provare anche voi a farla a casa?

ECCOVI LA RICETTA:

Ingredienti

  • 800 g di cosciotto di Castradina (montone castrato salmistrato)
  • Verdure per brodo (sedano carota cipolla)
  • qualche chiodo di garofano
  • un cavolo verza
  • un rametto di rosmarino
  • q.b. di olioextravergine di oliva
  • sale
  • timo

Procedimento

Una volta reperita la carne di castrato di montone dal proprio macellaio di fiducia bisogna tagliarla a mo’ di spezzatino, metterla in una pentola e farla bollire per 3 volte cambiando l’acqua ogni volta. Alla terza bollitura si dovrà conservare l’acqua per il brodo della zuppa. In un’altra casseruola si dovrà passare alla preparazione di un soffritto di cipolla e burro al quale si aggiungerà la verza tagliata a julienne che verrà cotta per una metà prima di essere unita alla carne insieme al suo brodo. A questo punto va completata la cottura del tutto aggiungendo sale e timo a piacere. Secondo la tradizione il piatto andrebbe servito in ciotoline di coccio con crostini di pane saltati al burro.

Foto: Ristorante do Forni

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