Lago d’Iseo The floating pears

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Cronaca di un giorno di ordinaria follia camminando sulle acque grazie a Christo…

Finalmente due millenni dopo si è capito come ha fatto qualcuno a camminare sull’acqua e chi ce l’ha svelato è proprio un suo omonimo…
Quando arrivi l’entità dell’opera non la capisci nella sua integrità vedi solo che c’è una prima coda e capisci che la giornata sarà lunga… lunga e calda…

Per accedere fai una prima coda e quando ti fermano alle transenne pensi di essere arrivato ma poi, quando le aprono e giri l’angolo, vedi che sotto c’è una seconda coda e non sei arrivato…

In questa terra di mezzo, tra la prima e la seconda coda, ci sono dei chioschi che vendono acqua e cappellini ma il percorso lo fai tutto di corsa perché quelli dietro di te sennò ti fregano…

Non prendi perciò né acqua né capellini, non c’è tempo, nella convinzione che mezzo litro di acqua ti possa bastare e il capellino non serve… c’è il sole si, ma tutti i giorni c’è il sole e non hai il cappellino…

Ignori perciò tutte le segnalazioni che dicono di procurarti acqua e protezioni per il sole e ti immergi nella seconda coda.
Quando finisce anche la seconda coda finalmente sali sulla passerella.
È enorme, una cosa così non ce la saremo mai immaginata.

Percorriamo la prima passerella con molta calma, una foto qua, una lá, un selfie, una foto tutti insieme, il sole batte ma siamo convinti che una volta arrivati su Monteisola il più è fatto… nulla di più sbagliato…

Arriviamo su Monteisola, non compriamo altra acqua e giriamo a sinistra, percorrendo la riva, ci sono alberi fa caldo ma niente di che… continuiamo e vediamo la prossima passerella che si stacca dalla terra per raggiungere, in fondo in fondo in centro al lago, un’isoletta che poi scopriamo essere privata e essere di proprietà della famiglia Beretta.

La passerella gira intorno a tutta l’isola e poi si ricollega alla parte sud di Monteisola.

Uno finché non arriva qui non si rende conto di quanto grande possa essere questa installazione, ci sono centinaia, migliaia di persone sopra al floating pears.

In 4 giorni hannno fatto 270.000 presenze, numeri che per noi a Venezia sono all’ordine del giorno ma che da queste parti non vedono neanche in 10 anni.

Tutto intorno sicurezza ai massimi livelli: polizia, carabinieri, vigili del fuoco, subacquei, croce verde, tutti nei gommoni sotto il sole, a controllare la gente, pronti ad intervenire perché man mano che passano le ore i soccorsi alle persone che accusano malori sono sempre più numerosi e le ambulanze corrono su e giù lungo il periplo di Monteisola.

Da quando abbiamo lasciato il piccolo centro di Monteisola nessun chiosco per l’acqua per tutto il percorso l’unico refrigerio è bagnare nel lago l’asciugamanino che mi sono portata via e trasformato in capello modello Giuditta…

L’isoletta di San Paolo che si raggiunge é molto bella è tutta circondata da mura e dentro c’è una villa da sogno, intorno all’isola ovunque gente distesa a terra in cerca dei pochi centimetri di ombra creati dalle mure o sotto a qualche albero, con i piedi nel lago. Acqua da bere niente…

Approfittiamo anche noi ci togliamo le magliette, le immergiamo nell’acqua e le ce le rimettiamo addosso… così si sta un po’ meglio, è l’una, il sole è picco su di noi ma adesso va decisamente meglio!!!!

Riprendiamo l’ultima passerella in direzione di Monteisola bevendo l’ultimo goccio d’acqua ormai calda che ci è rimasta… a Monteisola sicuramente ci sarà qualche chiosco che vende acqua…. e invece NO!!!
Arriviamo sulla terra ferma e la protezione civile c’è ma vende magliette dell’evento… un cartello indica verso sinistra un bar a 800 mt. ma il giro si sviluppa verso destra non verso sinistra… Andare fino al bar vuol dire allungare di 1,6km… e non ci sembra il caso tanto ormai un bar lo troviamo…. e invece NO!!!!

Il primo ed unico bar si materializza dopo un chilometro e mezzo e ovviamente è preso d’assalto da tutti, qui finalmente troviamo acqua, gelati e granite, cioè quello che dopo rivelerá essere il nostro unico pasto della giornata, fa troppo caldo e nessuno ha voglia di mangiare qualcosa di solido…

Dal quel bar in poi fino al centro del paese è tutto un susseguirsi di tendoni con possibilità di mangiare e bere tranquillamente le cose più assurde.
Il centro del paese é suggestivo, Monteisola fa parte dei borghi più belli d’Italia perciò non possiamo perdercelo ci inerpichiamo su per le stradine fino alla chiesa principale dove entriamo per cercare un po’ di refrigerio.
La chiesa è quasi piena, qui il prete non ha mai visto tanta gente all’interno come in questi giorni, evidentemente siamo tutti devoti al fresco…
Saliamo ancora e troviamo un sentiero che si arrampica su per la montagna da lì la vista sulla passerella che collega Sulzano è bellissima ma Paolo non si accontenta e vuole salire fino alla cima per fare le foto dall’alto a tutta l’installazione sia dalla parte di Sulzano sia dalla parte dell’isoletta di San Paolo.

Per arrivare in cima sono 270 m di dislivello… noi lo aspettiamo giù…
Mezz’ora dopo ci troviamo in centro Paolo è riuscito a salire e a fare, noi nel frattempo ci siamo dissetate a spese di un centro commerciale mettendo un mi piace sulla loro pagina facebook.

Ormai é tardi bisogna rientrare e rinunciare al giro in elicottero che ci eravamo ripromessi di fare nel pomeriggio e dopo un po’ di attesa con il nostro bellissimo pullman navetta, con l’aria condizionata, siamo ritornati alla macchina.

É stata proprio una bellissima giornata allegra e divertente con 2 amici stupendi e alla fine anche noi possiamo dire di aver camminato sulle acque…

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