Visita all’Eremo di San Colombano
V3G7+X8 San Colombano, Trentino

Data

Indice

L’Eremo di San Colombano, nel Comune di Trambileno vale sicuramente una visita. Si trova a pochi chilometri da Rovereto sulla statale per Vicenza, si raggiunge percorrendo a piedi un breve sentiero ed una scalinata di 102 gradini, scavati direttamente nella roccia.

L’eremo è costruito a mezza altezza su uno strapiombo di circa 120 metri. Protetto dalle intemperie da un tetto naturale di roccia è dedicato al Santo che, secondo la leggenda, in veste di giovane cavaliere uccise il drago che provocava la morte di bambini battezzati nelle acque del sottostante torrente Leno. L’eremo sembra essere stato abitato sin dal 753. La data di costruzione della chiesetta e dell’annesso romitorio risale al X secolo.

L’apertura al pubblico è gestita dal gruppo di volontari del Comitato Amici di San Colombano. L’eremo di San Colombano è punto di partenza dell’itinerario I tesori di Trambileno.

Tornando dallo stesso sentiero dell’andata fino alla diramazione dove si può seguire il sentiero che porta al Lago di San Colombano. Questo lago artificiale è noto per la sua forma lunga. Dopo un cammino di ben 5 km si arriva al punto dove il Torrente Leno sfocia nel lago. Adesso in autunno, le foglie colorate si rispecchiano nell’acqua.

Secondo la leggenda lo stesso san Colombano o il primo monaco eremita vi giunse e vi uccise il drago che provocava la morte dei bambini battezzati nelle acque del sottostante torrente Leno. Più probabilmente la leggenda nacque dall’utilizzo come luogo eremitico dai primi monaci provenienti da Bobbio o dal vicino monastero di San Colombano del Priorato di Bardolino o comunque di regola colombaniana e dalla loro dedicazione al santo irlandese. La regola colombaniana prescriveva nel tempo di quaresima il romitaggio, ossia il completo isolamento del monaco in meditazione in luoghi naturali quasi inaccessibili.

Il primo insediamento fu la «Grotta degli Eremiti», in un’epoca non definita. L’iscrizione datata 753, incisa sulla roccia accanto all’attuale campanile, fa risalire comunque la pratica continua del romitaggio monastico.

Tra la fine del X secolo e gli inizi dell’XI è databile la prima costruzione di una piccola chiesa dedicata al santo all’apertura della grotta, sotto un tetto naturale di roccia. I primi documenti che attestano la presenza dell’eremo e della chiesetta sono uno del 1319, riguardante un lascito fatto alla «chiesa di San Colombano» da parte del conte Guglielmo Castelbarco della dinastia dei signori di Lizzana e Rovereto, e l’altro del 1470, tuttora conservato nell’archivio parrocchiale di Lizzana, attesta la fede degli abitanti del luogo con celebrazioni e processioni al santo irlandese per scongiurare le lunghe siccità.

L’eremo della grotta dell’Eremita venne utilizzato dai monaci eremiti, che ne furono i custodi, fino al 1782 quando durante il giuseppinismo venne abolita la pratica del romitaggio. Da allora il luogo di culto fu in seguito curato dagli abitanti della valle.

La provincia di Trento ne ha effettuato il restauro nel 1996 e la manutenzione ordinaria e l’apertura al pubblico sono garantite da un gruppo di volontari riuniti nel Comitato amici di San Colombano.

Al parcheggio, raggiungibile anche con Camper, che permette di visitare l’Eremo di San Colombano si trova nella strada che porta alla centrale elettrica da cui si accede dalla SS 46 Poco prima del punto panoramico da cui è visibile l’Eremo. La strada in discesa è praticabile agevolmente. all’ingresso della strada ci sono i cartelli indicatori.

Parcheggio: Parcheggio

4 risposte

  1. Sono attratta da luoghi poco conosciuti e quest’eremo sembra proprio mistico. Posso solo immaginare l’energia positiva che emana stando lì ad ammirarlo!

    1. appena arrivi all’inizio della strada che porta al sentiero lo vedi abbarbicato sul fianco della montagna e te lo immagini ai suoi albori

Lasciaci un commento

Condividi su facebook
Condividi su email
Condividi su pinterest
Altri viaggi in Italia
Altri viaggi in Europa