Follina un borgo dove acqua e musica si incontrano
N45.954446, E12.119359
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Scendendo da Rolle, seguendo la “Strada Del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene”, si arriva a Follina uno dei borghi più belli d’Italia che si trova ai piedi delle Prealpi Bellunesi, distesa tra le colline e i corsi d’acqua, in un luogo ricco di bellezze naturali incontaminate.

La secolare storia di Follina prende inizio nel XI secolo da un gruppo di monaci benedettini, ai quali succedettero i cistercensi dal 1146, anno in cui fondarono l’Abbazia di Santa Maria in Sanavalle e la loro comunità divenne  per più di due secoli un punto di riferimento nella costruzione di mulini per macine e lanifici.

La tradizione vuole che siano stati i monaci dell’Abbazia di Santa Maria a portare a Follina la lavorazione della lana e sicuramente a loro va il merito di aver sviluppato l’attività di “follatura”, dalla quale deriva il nome del paese, favorita dall’abbondanza di corsi d’acqua e di pascoli estesi fino all’Alpago.
L’acqua veniva portata nella vasca-lavabo del chiostro dell’Abbazia, da lì veniva convogliata per permettere l’irrigazione di orti e frutteti oltre che a far girare le ruote dei mulini e dei folloni.

L’acqua è sempre stata importantissima per Follina, che, sviluppata intorno alle diverse sorgenti presenti nella zona, ne ha fatto nel passato un polo industriale di primaria importanza.

Oggi a Follina rimane attivo il solo Lanificio Paoletti, nato nel 1795. Questo fu il primo, nell’Ottocento, a integrare l’energia idraulica con quella prodotta da una locomobile a vapore. Oggi i tessuti prodotti da questa manifattura sono utilizzati dai marchi della moda per le loro collezioni.
In certe occasioni, come durante le giornate del FAI, il lanificio è aperto al pubblico e visitabile.

L’acqua ha reso possibile oltre alla produzione della lana anche quella della seta. In una delle tre filande esistenti nel XIX secolo nacque, nel 1870 alle porte di Follina, la Serica della Marca, ancor oggi una realtà unica nel suo genere.

Oltre ai vecchi lanifici e bachifici, un altro edificio di archeologia industriale da visitare è l’antico maglio per la lavorazione del metallo, da pochi anni restaurato e riportato al suo antico splendore.

Da non perdere sicuramente anche l’Abbazia di Santa Maria in Sanavalle che presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l’abside a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.

Qui l’arte monastica con i suoi archi, capitelli e colonne e giochi di luce, ci ha lasciato capolavori come il Chiostro terminato nel 1268, il crocefisso ligneo di età barocca e l’affresco del 1527 di Francesco da Milano.

L’Abbazia ospita, nella cornice dell’antico Refettorio, dei concerti di artisti di fama internazionale primo fra tutti il violinista Uto Ughi (follinese ad honorem) che da venticinque anni, in novembre, propone qui un suo concerto a sostegno della manutenzione e del restauro dell’abbazia.

Per visitare l’Abbazia di Follina, che è aperta tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00, ci si può fermare nel parcheggio a pagamento di fronte all’arco di ingresso o in quello subito dopo il complesso (N 45.954446, E 12.119359).

Parcheggio: per la visita all’Abbazia

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